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AC Padova contro i blocchi: "Tassa su automobilisti"

04.02.2020

Peggiora la qualità dell’aria, soprattuttto in pianura padana, e molti sindaci si vedono costretti ad emanare ordinanze per provare, spesso invano, ad abbassare il livelli di pm10. 

A farne le spese sono automobilisti e piccoli trasportatori, penalizzati da disposizioni che vengono prese praticamente senza preavviso. E che non lasciano scampo.

Sul tema è intervenuto il presidente dell’Automobile Club Padova, Luigino Baldan, con delle dichiarazioni pubblicate sul Mattimo di Padova.

"Impedire la circolazione dei mezzi più inquinanti penalizza le fasce con minori disponibilità della popolazione - spiega Baldan - Chi possiede auto e furgoni più vecchi? Chi non ha i soldi per comprarne di nuovi.

Ecco perché i blocchi sono una tassa con criterio di progressività invertito. E servono a poco: secondo il XIV Rapporto Qualità dell’ambiente urbano, gli impianti di riscaldamento, nel territorio del Comune di Padova e non solo, inquinano fino a tre volte più delle auto, producendo 266,1 tonnellate di pm10 contro 80,8. E’ questo un motivo sufficiente per decidere di "spegnere" le stufe dei cittadini?

No, ovviamente. Perché i costi sociali ed economici sarebbero troppo alti. E allora perché colpire automobilisti e lavoratori? Più che i divieti servono incentivi statali e serietà: i sindaci non possono essere lasciati soli di fronte a questo dilemma: "fermo le auto o mi prendo una denuncia?"